Bruxelles: Il Circolo dei Bergamaschi presenta il Rapporto Italiani nel Mondo 2014

Anche quest'anno il Circolo di Bruxelles dell'Ente Bergamaschi nel Mondo ha voluto promuovere nella capitale europea la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo 2014. Nella serata di martedì 10 marzo, nella sede della Delegazione presso l'Unione Europea della Regione Lombardia, è stato illustrato al pubblico qualificato l'autorevole manuale di indagine scientifica punto di riferimento per l'emigrazione italiana nel Mondo. La presentazione del Rapporto ha offerto fra l'altro lo stimolo a superare la miopia del campanilismo dell'associazionismo italiano locale con un coinvolgimento organizzativo allargato. Costruttiva è stata infatti la collaborazione per la divulgazione informativa da parte della Missione Cattolica Italiana, del Casi-UO, Centre d'Action Sociale Italien-Université Ouvrière, dei Lucchesi nel Mondo di Bruxelles e di Punto Democratico Bruxelles, altro soggetto sensibile alle tematiche migratorie. Particolarmente calorosa è stata l'accoglienza riservata da Valeria Forlani, portavoce della Delegazione di Regione Lombardia, che portando i saluti del Direttore Gianlorenzo Martini, ha confermato la disponibilità e la sensibilità della Delegazione con un commento ai dati degli espatri nel 2013 in riferimento all'esodo lombardo. Dopo i saluti di incoraggiamento dell'Ambasciatore Alfredo Bastianelli, estesi da Angela Petitti, che ha sottolineato l'attenzione al tema trattato da parte dell'istituzione italiana, si è entrati nel vivo della conferenza con un'introduzione di Mons. Battista Bettoni. È stato lanciato l'invito a superare la ghettizzazione dell'associazionismo monitorando il flusso della recente mobilità attraverso i nuovi mezzi di comunicazione. Non poteva mancare il riferimento all'alimentazione, tema portante di Expo, evidenziando come il cibo possa veicolare il bagaglio culturale di un popolo. Un video sull'azione di indagine sociologica del Rapporto Italiani nel Mondo ha preceduto l'intervento di Delfina Licata, caporedattore del RIM, evidenziando come si debba ripartire da riferimenti culturali in quanto gli Italiani all'estero sono conosciuti proprio per quello che hanno realizzato. Giunto alla sua nona edizione, il manuale edito dalla Fondazione Migrantes, si avvale del contributo statistico fornito dal Ministero degli Affari Esteri e del Ministero dell'Interno. Cinque sono le sezioni che si sviluppano in ben 521 pagine: Flussi e presenze, Prospettiva storica; Indagini, riflessioni ed esperienze contemporanee; Speciale Eventi; Allegati socio-statistici e bibliografici, oltre alla preziosa collaborazione di 47 autori esterni con testimonianze eterogenee e multidisciplinari. Ma soprattutto la redazione del RIM si avvale del monitoraggio diretto effettuato dalla rete delle 370 Missioni Cattoliche Italiane nel Mondo oltre ai singoli religiosi e missionari. La mobilità umana del Belpaese sta cambiando con una crescita annuale del 3% e complessiva del 10% a partire dal 2010 con una rosa di destinazioni che si estende a ben 186 Paesi. Le 94.000 partenze della diaspora italiana nel 2013 si sono spalmate nei cinque continenti con uno spostamento di orientamento dall'area euroamericana a quella asiatica con un crescendo per la Cina e per Singapore. La provenienza è prevalentemente dalle regioni del Nord includendo anche il fenomeno della precedente migrazione interna dal Sud. E tra le Regioni italiane, la Lombardia è quella con il numero di espatri più alto in valore assoluto con 22.539 partenze e un incremento del 24%. Nel 2013 da Bergamo ne sono state registrate 1.481 con un aumento del 31% rispetto all'anno precedente, toccando già le duemila unità nel 2014. Interessante è stata poi la lettura della mobilità dei minori, che spesso passa inosservata, come indicatore della nuova migrazione dei nuclei famigliari. È seguita la proiezione delle interviste a quattro giovani bergamaschi, il primo in mobilità studentesca e gli altri in piena mobilità professionale, presentate da Silvana Scandella, Direttore Scientifico del Centro di Ricerca e di Risorse in Didattica/Didattologia delle Lingue-Culture e delle Migrazioni-Mobilità, D.L.C.M..Dall'alto profilo formativo e professionale degli intervistati è emerso lo spiccato rifiuto nell'identificarsi come “cervelli in fuga”, bensí come talenti che hanno saputo scegliere cogliendo opportunità professionali interessanti, ma soprattutto spinti dalla curiosità, dal desiderio di sperimentare percorsi di vita di ampio respiro, dallo stimolo a perfezionare il proprio bagaglio linguistico e ancora dall'attrazione di internazionalizzazione. Accanto a questa mobilità professionale qualificata troviamo però anche nella bergamasca, terra di emigrazione storica, il fenomeno della “nuova emigrazione” dettata dalla necessità e dovuta alla crisi del mercato del lavoro. La ricercatrice Silvana Scandella ha sottolineato il concetto che bisogna essere educati all'emigrazione, all'espatrio, onde evitare esperienze di insuccesso o di rientro forzato, precisando che per l'accoglienza nel Paese di destinazione, ci sono associazioni e organismi predisposti a tale scopo, nati in modo spontaneo o istituzionale. L'obiettivo formativo del Centro D.L.C.M. è quello di educare alla partenza, intervenendo nel Paese di origine. Sono state poi illustrate le finalità e le azioni del Centro D.L.C.M. come ricaduta della ricerca accademica nella società civile con interventi di respiro europeo. Tra questi l'annuale Convegno internazionale del 9 maggio, Festa dell'Europa, che quest'anno focalizzerà l'attenzione sul cibo, tema legato all'Expo, come elemento emblematico in emigrazione. E ancora, Conferenze che hanno toccato tematiche legate al fenomeno migratorio come l'identità, la stereotipia, il cibo appunto, ed altre che stimoleranno spunti di analisi sociologica nel susseguirsi delle “Settimane delle Migrazioni-Mobilità” con interventi didattici rivolti agli alunni delle scuole bergamasche di vario ordine e grado. Il dibattito conclusivo ha posto l'accento sulla positività di vivere esperienze all'estero nel percorso di formazione, basti pensare alla generazione Erasmus e post-Erasmus, auspicando che tale valore aggiunto possa avere una ricaduta con un rientro nel sistema italiano metropolitano, pur non nascondendo l'accelerazione dell'evoluzione di carriera all'estero rispetto all'Italia. Bruxelles resta un laboratorio privilegiato di analisi sociologica vedendo coabitare le numerose forme del fenomeno migratorio, dall'emigrazione di massa o spontanea, alla mobilità studentesca, professionale, avventurosa..., temporanea o stanziale.

 

Mauro Rota Presidente del Circolo di Bruxelles

dell'Ente Bergamaschi nel Mondo

 

 


 

 

Anche il Presidente della Provincia di Bergamo Matteo Rossi ha potuto constatare l'enorme mole di lavoro che viene svolto dal Circolo dei Bergamaschi di Bruxelles in Belgio dal Presidente Mauro Rota, dalla segretaria Silvana Scandella ed il comitato al fine di salvaguardare quella cultura e tradizioni di cui il clusonese Rota é un mirabile interprete.