Perchè emigrare?

"Non certo per imparare ad apprezzare quanto di bello hai lasciato, sappiamo già che l'Italia è bella. Quando un oggetto è bello, ma poco funzionale, c'è qualcosa che non torna nella mia testa". Così risponde Lia che, dopo una laurea magistrale in lingue conseguita con lode all'Università Cattolica di Milano, decide di spostarsi a Londra senza conoscere anima viva, ma desiderosa di capire se quella terra dal cielo grigio e dal dubbio gusto culinario avesse qualcosa in più da offrire. Le sorprese positive non tardano ad arrivare, per chi desidera darsi da fare e qualificarsi.

"Londra non è una città semplice, anzi è estremamente competitiva. Sembra un porto di mare, dove le persone vanno e vengono a gran velocità. Si dice che a Londra non si trovino "friends", ma solo "acquaintances", eppure la mia permanenza nella vera metropoli d'Europa è stata l'esperienza più entusiasmante e formativa a cui potessi mai tendere, in senso tanto professionale quanto sociale e affettivo".
In un periodo di stage continui e contratti a breve termine in Italia, anche Lia, come tanti bergamaschi, si sposta in Europa capendo in poco tempo che, con la giusta determinazione, un percorso di soddisfazione poteva essere raggiunto.

Durante il periodo londinese si divide tra il lavoro alla Camera di Commercio Italiana per il Regno Unito, un'agenzia di pubbliche relazioni internazionale e i corsi in digital marketing alla Westminster University.

"La mia permanenza a Londra non sarebbe stata così autentica senza l'appoggio e i consigli dei "Bergamaschi nel mondo", il fantastico presidente Radames, il caro amico Gianni Mai e tutti i membri che mi hanno accolto nella loro casa fin da subito. Ogni volta che si presentava l'occasione, mi assicuravano un aiuto per gestire al meglio i dubbi quotidiani. L'accoglienza genuina che mi è stata riservata è impossibile da dimenticare".

Quando Lia decide di ritornare in Italia raggiunge il suo obiettivo di entrare come account manager in una multinazionale di pubblicità dove rimane alcuni anni, fino a quando decide di fare un passo importante: diventare libera professionista. Una scelta coraggiosa, specialmente in questo Paese. "Da quando sono tornata da Londra, la fermezza secondo cui, "se vuoi puoi", non mi ha mai abbandonata e oggi decidere di affrontare in prima persona la sfida professionale mi sprona a dare il massimo".
Ora si occupa di tutti i processi di marketing e comunicazione all'interno di aziende di diversi settori, offrendo servizi di digital marketing, pubblicità tradizionale, ufficio stampa e servizi di traduzione. "La strada è lunga e non dubito che sarà in salita. Ma è la mia strada. Tra i miei clienti ci sono le realtà più disparate, dalle start-up alle aziende consolidate, da gruppi di lavoro internazionali, alle tradizionali gestioni all'italiana. Tra i progetti più innovativi, senz'altro da citare una start-up italo-russa con base a Como con cui collaboro per lo sviluppo dell'app PeakVisor https://peakvisor.com/ . Un'applicazione mobile che sfrutta la realtà aumentata permettendo di mostrare, nel tempo di un'inquadratura con lo smartphone, tutti i nomi delle montagne, la loro altezza, i rifugi e tra poco anche i corsi d'acqua e le piste da sci. È possibile usare l'app anche offline, evitando di consumare giga e batteria, fare foto e condividerle, prenotare rifugi e scoprire in modo più approfondito il paesaggio che ci circonda quando facciamo una gita. Mi piace far parte di questo progetto che ci proietta in una dimensione che va oltre quello che vediamo. Il mio obiettivo è garantire un servizio completo, strategico e operativo ai miei clienti e, un giorno non troppo lontano, tornare a collaborare con aziende anche in UK".

Lia Razzini        (prima a destra nella foto)