Andai in Belgio senza sapere la lingua La Repubblica mi ha fatto Cavaliere

Gianni Canova, originario di Borgo Santa CaterinaOriginario di Borgo Santa Caterina ho lasciato Bergamo per raggiungere il babbo in Belgio nel settembre 1951…Già lavoravo dal fiorista (davanti alla parrochiale del Borgo) e papà per farmi studiare convinse la mamma a lasciarmi andare in Belgio. Dunque Mamma Maria, Franco, Arrigo e Bruna erano a Bergamo…io e papà in Belgio…

Mi misero in un collegio nella parte tedesca del paese…( il Belgio é un paese trilingue) esattamente a Volkerich, in un luogo chiamato anche le Tre Frontiere poiché le terre di Belgio, Germania e Olanda vi si raggiungevano in un solo punto…Il collegio era gestito da Frati Francescani venuti dalla vicina Olanda…fu duro ma mi “aprirono” il cervello….Dovetti prima fare “la sesta” ( qui le elementari durano 6 anni) poi feci sempre in collegio, ma nella scuola del paese vicino chiamato Gemmenich, la settima e l’ottava, anni che preparavano al Liceo…. Al mio arrivo in Belgio, non parlavo una parola di francese e ancora meno di tedesco ( la lingua parlata nel luogo) ma siccome ero (mi dicevano!)  brillante, ebbi il “diploma cantonale” nel giugno del 52 con 98% dei voti…Quando il resto della famiglia ci raggiunse in Belgio eravamo nel 1955.

Avevo visto la mamma  3 settimane in 4 anni! E così anche i miei due fratelli e la sorella piccola… Quando raggiunsi la casa di Ougrée, affittata dal babbo per noi, fui costretto a seguire le scuole tecniche…Per papà, un “buon mestiere non aveva prezzo, e valeva tutti gli ipotetici diplomi del futuro. Da buon figliolo obbedii, anche se a controcuore. In quegli studi professionali mi annoiavo da morire ! Trovavo tutto troppo facile! non studiavo mai e giunsi con lode al diploma  di falegname – ebanista…Il mio “direttore di classe” fece di tutto per convincere il papà a mandarmi “in architettura” ma non ci fu nulla da fare…Da buon Scalvino, Pinin Canova fu inamovibile! Nel luglio del ’57 annunciai al babbo che non volevo più andare a scuola… Volevo fare il cantante ! Bene disse lui… Farai il cantante nel week-end ma in settimana andrai in fabbrica, dove pagano tutti i venerdì! Così fu fatto, entrai un lunedì mattina di agosto del ’57 al Centro di Ricerche Metallurgiche come manovale. Dopo 15 giorni avevo già capito che la pala è pesante e la carriola dura da spingere. Andai immediatamente a seguire i corsi serali (organizzati dalla fabbrica) di francese, matematica, resistenza dei materiali, fisica e geometria che erano nel programma di 3 anni e come da copione conclusi, sempre senza fatica, con ottimi risultati. Intanto ero diventato “operatore del forno” il grado subito sotto quello di brigadiere, il primo grado nella maestranze…Ma anche li mi annoiavo, decisi cosi di iscrivermi ai corsi per diventare “delegato sindacale”. Fu una rivelazione! Lì facevo storia del lavoro, filosofia, diritto del lavoro…in due anni diventai delegato principale nella mia fabbrica dove lavoravano 120 persone…Ahimè nel 70 il “Basso Forno” che nel fattempo era diventato un centro di ricerche Internazionale gestito dalla CECA, venne a mancare di sussidi…Senza soldi dovette chiudere ! Tutti fummo “riciclati” dall’enorme fabbrica siderurgica (30.000 operai) Cokerill-Ougrée…Dove feci praticamente tutti i settori sempre annoiandomi al massimo…Nel frattempo ero diventato un cantante abbastanza apprezzato, animavo ogni week-end le numerose “Feste Italiane” destinate alla nostra gente…A Liegi gli italiani erano 150.000….Avevo cominciato anche a scrivere nel settimanale degli Italiani del Belgio, il Sole d’Italia, che era letto con entusiasmo dai  quasi 500.000 connazionali del Belgio…mi ero “specializzato” nello sport…poi diventai “generalista”…Anche la Radio Televisione Belga si interesso a me e cosi cominciai a fare il giornalista radiofonico. Ero apprezzato e tutto andava bene…troppo bene! Mi chiesero in Radio di naturalizzarmi belga perché in quegli anni per occupare un posto nelle amminstrazioni locali (la radio era gestita dallo stato) dovevi essere belga…! Rifiutai categoricamente (sbagliamdomi!) e così abbandonai la mia prima possibilità di diventare giornalista. Il tempo passa…nel ’73 nasce l’ultima figlia , Valerie che viene a raggiungere Philippe (63) e Michel (67)…e poi mi capita il primo grosso incidente di percorso. A Pasqua del 76 ( il 17 aprile) sono vittima di un gravissimo AVC ( incidente vascolare cerebrale). Seguono 12 giorni di coma irreversibile (!) 40 giorni di ospedale. Resto senza parola e incapace di camminare…Ma da buon bergamasco sono un duro…! Tre anni di rieducazione in logopedia e fisioterapia…Riparlo e cammino di nuovo nel 1980…È l’anno del miracolo…la Radio Televisione Belga di Stato (RTBF) vuole lanciare un programma bilingue italiano-francese destinato a facilitare definitivamente l’integrazione degli italiani del Belgio che sono già alla terza generazione…Ma io ho solo un diploma di scuola inferiore, anche se la RTBF mi vuole, per passare l’esame di giornalista è obbligatorio avere un diploma di “superiore”…Ma Gianni Canova è conosciutissimo nella comunità italiana del Belgio…Forse giudicandomi indispensabile…la direzione trova un “cavillo” e passo l’esame che centro in pieno…Nel settembre ’80 conduco  in TV il programma Ciao Amici con Francesca Adans e Alfredo Filippone, un’ora di TV in “semi-diretta” che va in onda ogni sabato…Il successo é immediato e solo nel 90 dopo 550 trasmissioni il programma verrà “tagliato”…per i soliti problemi di soldi…Io continuo con il Ciao Amici in radio che poi diventerà Voisins Voisine riunendo italiani, spagnoli, portoghesi, arabi, polacchi e turchi. Nell’aprile del 2000 sono pensionato a 62 anni dopo 45 di lavoro. Non voglio scrivere un romanzo! Mi fermo qui dicendovi che oggi lavoro ancora, ho creato una cellula di video-memoria, ho girato molti film…diventando “Lo specialista dei minatori”. La Repubblica mi ha perfino fatto Cavaliere!

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http://www.santalessandro.org/2013/11/voce-dal-belgio/